Nuove generazioni e lavoro: come attrarre i giovani talenti e trattenerli in azienda in 7 passi

Nuove Generazioni e lavoro

Sono molte le aziende che hanno iniziato ormai da molto tempo a interrogarsi su quali siano le esigenze dei millennials in ambito lavorativo e cosa possa rendere oggi un’impresa attrattiva per i giovani. Inoltre, i giovani tendono a cambiare spesso lavoro e una delle sfide delle aziende è quella di cercare non solo di attrarre le nuove generazioni, ma anche di trattenerle in azienda. Un fenomeno definito Job Hopping (dall’inglese “to hop” che significa saltare).In questo articolo cerchiamo di capire il perché e cosa possono fare le imprese per migliorare la propria cultura aziendale e risultare più attrattive (per tutti). 

Il lavoro occupa gran parte della nostra vita quotidiana e passiamo metà delle nostre giornate a lavorare. Negli ultimi anni le aziende hanno posto più attenzione su come promuovere un ambiente di lavoro sereno e garantire ai dipendenti un clima aziendale positivo. Il merito sembra da attribuirsi ai millennials, spesso accusati di essere troppo esigenti e pretenziosi. Invece, proprio grazie ai Millennials e alle loro “richieste”, le aziende si sono adoperate per offrire un ambiente di lavoro ideale.

È vero, rispetto ai Boomers le nuove generazioni sono più attente nello scegliere l’azienda per cui tentare un colloquio, ma al contrario di ciò che si pensa, i Millennials sono disposti ad accontentarsi di uno stipendio più basso a favore di una realtà che si impegna a trovare soluzioni per migliorare la cultura aziendale. 

Per i giovani quindi è molto importante sapere come è l’ambiente lavorativo e che aria tira in ufficio.  

Abbiamo individuato alcune esigenze dei Millennials, trasformandole in 7 step che potrebbero essere utili per migliorare l’ambiente lavorativo e garantire il benessere di tutti i dipendenti. Scopri che tipo di cultura aziendale piace alle nuove generazioni e come migliorare la tua azienda.

7 Step per migliorare l’ambiente lavorativo

Equilibrio vita lavoro

I Millennials e le generazioni a seguire considerano il bilanciamento tra vita privata e vita lavorativa prioritario. Uno studio condotto dalla School of Management della Bocconi  afferma che queste generazioni “puntano alla possibilità di avere orari di lavoro flessibili, resi possibili  grazie allo smart working, per poter svolgere al meglio il lavoro senza rinunciare a uno stile di vita sano ed equilibrato. E, se fino a qualche tempo fa c’erano dei pregiudizi sul lavoro da remoto,  la condizione imposta dal Covid-19 ha evidenziato anche gli aspetti positivi dello smart working

Ufficio open space

Dinamismo

I più giovani sono abituati a vivere più livelli contemporaneamente, situazioni in cui il reale è sempre più mescolato al virtuale, dove l’IGTV è diventata la nuova televisione a tavola e Google il nostro oracolo. Parliamo al telefono camminando per l’intera casa facendo cose senza che un filo lungo venti chilometri ci insegua e ascoltiamo messaggi vocali mentre guidiamo. 

Il luogo di lavoro non può più permettersi di essere noioso, ma dinamico e vivo. I giovani vogliono un progetto in cui credere, per il quale essere motivati quando inizia la giornata perché i progetti che hanno obiettivi definiti contribuiscono ad aumentare il senso di appartenenza e a stimolare lo sviluppo e la crescita personale dell’individuo.

I benefit personalizzati

Se nella mentalità precedente i benefit potevano essere sinonimo di privilegio o vizio, le nuove generazioni credono che sostenere gli interessi e le aspirazioni personali dei dipendenti abbia dei benefici considerevoli sul rendimento lavorativo, sulla produttività e quindi sul raggiungimento degli obiettivi. Ritengono che, più i dipendenti sono soddisfatti e più si identificano con l’azienda, più facilmente possano diventare degli ambassador aziendali.

La Social Responsibility e i valori aziendali

La continua e feroce esposizione alle notizie scottanti come il cambiamento climatico e l’inquinamento, ha generato molta sensibilità nei giovani e 8 millennial su 10 preferiscono avere uno stipendio più basso, ma lavorare in un’azienda attenta alla responsabilità sociale, che rispetta le tematiche sociali e ambientali. Per i giovani il senso di appartenenza è in generale molto importante e lo cercano anche nell’azienda. Le nuove generazioni vogliono lavorare in un’azienda che favorisce il lavoro di squadra perché la considerano più stimolante e in grado di portare migliori risultati.

Badge? No, grazie!

I livello di attenzione delle giovani generazioni è molto basso. A causa della grande quantità di stimoli a cui sono esposti, i più giovani si stancano facilmente delle situazioni (per questo accade il Job Hopping), per questo è importante riflettere su come valorizzare i millennials in azienda. Sicuramente il cartellino non è affatto attrattivo per loro. Progetti con obiettivi precisi invece tengono alto il livello di coinvolgimento delle giovani generazioni e stimolano la loro creatività.

Leader autorevoli

Per Millennial e Generazione Y è importante lavorare con qualcuno, non per qualcuno. Infatti, queste generazioni sono più inclini al disorientamento e sono sempre in cerca di feedback. Per questo i giovani ricercano un leader (e non un capo autoritario), un mentore che possa essere d’ispirazione e che trasferisca loro le competenze in maniera collaborativa. 

L’ufficio open space (covid permettendo)

È vero che Instagram e Pinterest hanno abituato la net generation ai colori, all’estetica e al concetto di ispirazione e personalizzazione, portando le nuove reclute a desiderare luoghi di lavoro belli da vedere. Ma ciò che è bello è anche più confortevole e dove ci si sente bene e a proprio agio, si lavora meglio

I Millennials sognano uffici open space e di design, possibilmente con aree ricreative. Molti “senior” potrebbero storcere il naso all’idea di mettere un calcio-balilla in ufficio; ma per i giovani, che non dimentichiamoci, sono esigenti, ma molto ottimisti e ambiziosi, il divertimento stimola la fantasia, favorisce la circolazione delle idee e permette anche uno scambio di interazione tra i diversi reparti.

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